25 novembre 2011

Ancora tu... ma non dovevamo...

I rebus!!!! Incredibile, quanto tempo!!! Va be', questo è facile facile però...

Rebus (1, 6)

19 novembre 2011

break shabbat

Seconda puntata dei dialoghi sabatini.


12 novembre 2011

sabato. senza titolo.



Anteprima di una nuova rubrica: zero presentazioni, zero prospettive e pure zeru tituli.

11 novembre 2011

how much does the internet weigh?

Quanto pesa l'Internet? Facile facile, come mangiarsi una fragola... ma senza panna, per carità!



9 novembre 2011

un, due, tiè!

Triplo numero contemporaneo carpiato...

Uno...



... due...


... e il gran finale!

27 ottobre 2011

pillole per arrivare vivi al weekend


  • Pillolina numero 1: Non so bene cosa sia successo ieri, fattostà che dopo aver sentito le notizie di S. Siro, pare che Montolivo sia ricoverato in psichiatria al Careggi di Firenze. Pillole a nastro anche per lui, ma di quelle pesanti, per sopportare tre mazzate così. Vi ricordo di firmare qui per la petizione IO STO CON MONTOLIVO!
  • Pillolina numero 2: ESISTONO PE' DDAVERO, sono arrabbiati e fanno anche piuttosto paura! 


[Fonte: Toxel]













  • Pillolina numero 3: Ti fai mandare dalla mamma a prendere il latte... solo che fai l'errore di andarci con la Fica o e così ti confondi. Finisce che, per portare a casa quel che hai acquistato, ti ci vuole un van da traslochi. Chi sei? Ma sì, Mariolone Balotelli, e chi altro!


Una pista Scalextric
Un tavolo da ping-pong
Un maxi-trampolino
non una ma due Vespa
Il latte per la mamma ovviamente non s'è visto, ma che volete...

Basta pillole per oggi, sennò mi intossico, e poi è quasi weekend, mica posso mescolare con l'alcol!

24 ottobre 2011

why always me?

Da Carbonara birra e partita, un avvenimento degno di qual certa nota dall'Inghilterra


Mariolone bello, non è che tutti ce l'hanno con te, vedi? Il fatto è che sei come un film di Chaplin! Tutti ci andavano al cinema, certo, sperando che i contenuti fossero riflessivi, commoventi, critici, profondi... ma soprattutto erano certi di pisciarsi dal ridere! E con te è uguale, uno l'occhio nei cazzi tuoi ce lo butta sempre – perdonami la battuta da caserma proto-razzista – perché sono belli voluminosi, ingombri di interesse e poi non ti dico le risate! E prima sfasci la Ferrari, poi vai a spasso con il boss, ogni due per tre ti sgamano con la velina, come ti giri litighi con un passante, cammini per Milano e spari ad altezza d'uomo, capita pure che sorridi beato con la maglia della squadra rivale di quella che ti paga, mettici su che non è esattamente che le mandi a dire agli allenatori... se ti metti a scherzare con il fuoco, in casa, solo per farti due risate tra amici e finisce che i pompieri devono intervenire prima che venga giù il quartiere, capisci bene che ti guardiamo con un sorriso?
Non è malizia, certamente non ci stiamo accanendo, ti dirò di più: la verità è che delle gioconde cazzate che combini tu, almeno una, la vorremmo poter imbastire noialtri, per una volta. E tutta 'sta invidia la mettiamo a tacere col godimento di veder godere te, ecco tutto. Non te la prendere, suvvia, capisco la tua maglietta polemica [se ne volete una, ovviamente ora è in vendita, tipo qui], ma alla fine dei conti noi che ti rompiamo le scatole siamo gli stessi che guardano incantati te e la tua cresta intimarci il silenzio, dopo che avete aperto le danze sul cadavere in pectore del ManU – e pure all'Old Trafford – con un gioiello di bellezza che trancia le par.

6-1. Seiauno!!! E no, non scriverò gioco-partita-incontro né contribuirò alla diffusione di altre amenità logoro-tennistiche. Mi inchino, piuttosto, al genio titolatore della BBC che racconta di aver visto 90 minuti di Six and the City.
L'amico della Regina, ma tirate le somme più amico del vino ai pranzi regali, Sir Alex mastica cinquecento cicche – non potendo fumarle – e quando finisce il dramma si guarda attorno più rosso del solito e ci sussurra, mentre se ne rende conto, di aver patito la sconfitta peggiore da che sta al mondo, che è più o meno lo stesso che dire da quando sta sulla panca dei Devils.
Tentare di immaginare come si sia sentito e continui a percepirsi ora il tifoso citizen è roba per esclusivi eletti altrettanto cittadini: trascorri l'intera vita a odiare i cugini che vincono e stravincono e intanto a chiederti nel buio della tua cameretta – senza mai confessarlo nemmeno a tua madre – perché nelle tue vene da operaio del nord non scorra pure sangue red, che certo non saresti così fascinosamente genuino ma almeno sapresti cosa vuol dire nella tua lingua to win; poi un giorno arriva la globalizzazione, vestita da sceicco arabo, e riempie anche le mura del tuo stadio (e non solo e sempre quelle dell'altro) di soldi color petrolio ma non per questo meno buoni, anzi, e tu fai buon viso a cattivo gioco; quando diventa buono pure il gioco, perché, a forza di comprare campioni e dar loro allenatori, una squadra vera la costruisci anche, già non ti sembra vero di trovarti in testa alla classifica; se poi respingi l'assalto dei soliti rossi, schiantandoli in questa maniera e pure nelle loro stanze, beh, vuoi vedere che il godimento del Six è anche meglio di quello della versione originale?

5 ottobre 2011

domande che uno proprio non può non farsi...

Gli interrogativi tormentati di Carbonara birra e partita...

Ero lì che mi dilettavo con l'abaco, per capire com'è che nemmeno la somma di entrambe le classifiche milanesi si avvicini poi tanto alla vetta della serie, e – non avendo adempiuto affatto alla questione – ben altri intriganti questionari approfittavano della mente girovaga per intromettersi in luce.

Stando che, ovviamente, nemmeno per quelli incappai in risposta, li sottoporrei alla di Voi.

Mi sapreste dire perché...


  • ... non sopporto il capelluto indolente che (non) gioca nella Fiorentina, ma mi trovo costretto a gridare a pieni polmoni: «IO STO CON MONTOLIVO!» dopo aver sentito il suo parere su Nocerino e il Camp Nou?
  • ... se l'Inter perdeva con l'uomo in meno, Mourinho faceva le sue piazzate, tipo la simulazione plateale di un ammanettamento, e insultava la quaterna facendosi cacciare, e d'un tratto lo stadio pareva un saloon e i suoi uomini diventavano verdi e ribaltavano partita e avversari mentre ora, che quella parte la recita Ranieri, i nerazzurri si guardano smarriti chiedendosi: «perché quel vecchio sbraita?» ed entrano in campo ancora più molli di prima?
  • ... già che parliamo dello specialone, il Corriere di oggi 5 ottobre titola così?

Il dito, squalificano? E come fanno? Lo trattengono in tribuna mentre Mou va in panca? O sta direttamente in hotel e se la vede in tv?

  • ... a ottobre fa ancora 'sto caldo che perfino Ibra si stanca di trascinare il naso per i campi del pallone, che non è più bello come una volta, poveretto?
Bòn, se mi saprete rispondere, ve ne sarò.
Ossequi.

3 ottobre 2011

impressioni per forza di corsa

Dice uno scopre il calcio. Succede in quel modo che, quella volta – la primissima – che posa l'occhio sulle 22 coppie di gambe incrociantisi, quel brulichio variopinto di colori in campo verde gli gusta non poco e in un amen, al massimo in una settimana, eccolo che ci ricasca a posare l'occhio sul fòbal e bum, ce lo siamo giocati, sarà schiavo del cuoio per tutta la vita ma più ancora per il cuore.

Ecco, a quell'ex-poppante lì, vuoi perché alla foggia da spettatore ha coniugato alla bell'e meglio quella da protagonista (al massimo nel praticello dietro casa, facciamo a capirci), vuoi perché comunque il primo dei due ruoli l'ha portato in scena quelle cinque/seicento volte, alcune impressioni del meraviglioso gioco del sono rimaste volenti o dolenti marchiate sulla pelle. Quindi, attraverso le impressioni di cui, vi andrò a spiegare il perché e il percome della sesta giornata di A, che poi è la quinta e bòn, tocca abituarcisi.

La prima orma sulla pelle inscritta dalla palla da calci racconta di una legge che, più la leggo e più me ne convinco, tenderà a permanere immutata per le future generazioni di bimbi con la cresta e i piedi incantati. Codesta legge e l'impressione che la canta ci costringono a partire in retromarcia, nel narrar le gesta calcio-italiche di appena iniziato ottobre: Juventus Stadium, sì? Domenica sera, chiara la scena? Silenzio, recito l'adagio (non perché non sia scontato come gli abiti estivi a luglio ma perché, dedotto lo sconto, a qualcuno dei protagonisti non pare affatto così lampante): «Al giuoco del calcio, se non corri non vinci». Corollario alla definizione: «Come detto, ma anche difficilmente pareggi, più spesso Bonera ci fa una figura magra anzichenò». Adesso potremmo star qui a blaterare che:

  • La Juventus è matura, affamata, umile, rinnovata, atletica;
  • Il Milan ha troppi infortunati e andrà giudicato solo dopo la sosta;
  • È l'anno della Juve: ci ha lo Stadio nuovo di zecca, ci ha Conte che – chissà chi l'ha deciso – è un predestinato, ci ha la simpatia di quelli tutti belli ripuliti perché – poveri – gli è toccata la seriebì e lo scudetto del 2006 insomma proprio non glielo vogliono ridare, ci ha questo, ci ha quello.
A me quel che rimane addosso si riassume nella sensazione che, da qualche anno, contro il Milan, basta correre un tantino, che poi a quelli il culo gli si abbassa tanto quanto a Seedorf. Ah, no, pure un'altra cosa. Se quando ti giri verso lo schermo le immagini ti sorprendono con un 21 che, prima di realizzare che la trasmissione non è in bianco e nero, ci metti i tuoi bravi cinque secondi, benvenuto nel club dei nostalgici; smettila pure di pizzicarti, tanto quello è proprio Pirlo e non è un incubo.

Il pomeriggio domenicale mi ha annoiato, ha fatto gol Giovinco, di più non so. C'era pure la Ventura a Sky in Campo, vi pare che si potesse sopportarre la diretta?

Il sabato sera mi sa che non ha annoiato nessuno, al massimo ha fatto scendere le palle ai nuovi fan, loro malgrado, di Ranieri. Oh, Rocchi ne ha presa una? Facciamo mezza? Zanetti falcia in corsa Lavezzi, niente. Obi ruba la palla più cristallina degli ultimi 4 campionati e si piglia un giallo. Poi lo stesso omonimo di una catena di ferramenta (dotato calcisticamente tanto quanto) caccia una spintarella a Maggio – reo di essere più veloce di lui – ma ha almeno l'accortezza di farlo fuori area; Rocchi ne intuisce la malizia e lo caccia, fischiando comunque il rigore e cambiando la partita. A quel punto, i nerazzurri s'incazzano come biscioni e Rocchi Horror si mette a girandolare il giallo, ammonisce anche la zia di Chivu e, quando tutto sembra sedato – o raso al suolo –, caccia pure l'allenatore affratellato con Mourinho come le zucchine e la ghisa.
Si dirà, e sarà pur vero, che gli arbitri sono umani e sbagliano, esattamente come sbagliano i portieri, i difensori, gli attaccanti, i ragionieri. Ecco, a questo punto mi sorge un gargarismo di seconda impressione: se un attaccante sbaglia, se un difensore o un portiere sbagliano, perfino se il ragionier Fantocci sbaglia... ci rimettono loro, no? Perdono (va be', Fantocci parte perdente e perduto, ma capitemi). Ecco, su questa mia epidermide usurata dal troppo calcio, s'è tracciata la sensazione che, se sbaglia un arbitro, perde qualcun altro. E non mi pare così bello.
Tutti gli altri sport hanno intuito che alle telecamere riesce di testimoniare come i regolamenti non vengano fatti rispettare, così le hanno assunte e adesso le fanno lavorare per la loro credibilità (senza che gli arbitri abbiano messo il broncio). Al calcio questa rivoluzione copernicana non riesce. Del resto, scrivere una regola dev'essere questione ben faticosa. Che c'entra questa divagazione con l'impressione/legge di cui sopra? Semplice: le telecamere corrono più dell'arbitro, quindi vincono.
Sia chiaro, non che me ne freghi qualcosa di una Giustizia del Calcio, ma si smettesse di blaterare di facezie per ore, le orecchie del povero teleutente trovo ne gioverebbero. E forse apprezzerebbero di più – le orecchie e pure gli occhi – i gesti e le gesta, tipo quelli del Napoli.

O della Roma, che sembra aver trovato non dico la quadratura del cerchio, ma almeno quella del quadrato. Ecco, cos'è cambiato rispetto ai primi esperimenti di possesso palla asturiano? Figlioli, non vorrei ripetermi ma... quelli gialli ma anche rossi adesso corrono! Che correre con la palla, pure quando non ce l'hai proprio proprio tu ma uno con la maglietta come la tua, è una faccenda gioiosa, no? È per quello che esiste il gioco! Ti affanni, sudi, la tocchi, lui la tocca un po' pure lui, poi di nuovo tu e, se è l'istante dell'estasi copulativa (o orgiastica, nel caso del gioco corale predicato da Luis Enrique), basta una penetrazione per metterlo dentro. Dico il fòbal.

Insomma, impressioni. La Juve, la Roma, l'Udinese e il Napoli corrono. E godono. A Milano devono essere ancora tutti in ferie, con 'sto caldo di abbracciarsi e festeggiare non c'è voglia, figuriamoci di correre. Così Campioni e Cugini aspettano, come se nemmeno fossero partiti.


26 settembre 2011

nuovo quiz: il frasario immaginario

Mi ricordo... mi ricordo che tempo fa c'era uno che sbrodolava in giro dei rebus.

Bòn, nella gloriosa tradizione che fu di quel tale, proponiamo un nuovo filone enigmatico. 
Scopri la frase misteriosa!
Per molti aspetti, lo confessiamo, ci aspettiamo minori difficoltà per i solutori. D'altra parte, però, maggiori saranno le soddisfazioni! Confidiamo infatti che, oltre alla meritoria e trionfale passerella dedicata a chi azzeccherà la frase raffigurata, sarà dato ancor maggiore lustro all'immaginazione più truculenta e triviale che solleticherà le vostre vergini meningi.

In breve: ricchi premi e cotillon per la soluzione "alternativa" e volgare più apprezzata!


bando ai banditi, via con la prima immagine!


[chiave: 7, 3, 5, 4, 8]

23 settembre 2011

e via, più veloce della luce!

È notizia di oggi che, grazie all'acceleratore del CERN, quello sensibile alle bricioline lasciate sulla tovaglia alla fine del pranzo, sia stata superata la velocità della luce.
A parte che c'entrano i neutrini, un Gran Sasso e altre cose di cui non so nulla (ma a farmi compagnia, guarda un po', può finire addirittura Einstein che, se tutto va come sembra, si sbagliava pur'anche lui), la mia vera domanda è un'altra: Che notizia sarebbe, questa della velocità della luce? Io [vedi video quissotto] erano decenni che già lo sapevo...

 

22 settembre 2011

l'autunno della serie a

Nuovo aggiornamento da Carbonara birra e partita. E tanti saluti all'estate.

Si era d'autunno in un tratto e come d'incanto, un salto di siepe, il calcio, da noia che era d'estate, passò a tramutare in sublime malìa, tessuto d'abbaglio, magia, magia. Me lo ricordo. Era la stagione '78/'79.

Quest'anno, invece, sia detto senza offesa per nessuno – tanto se non siete d'accordo vuol dire che non capite una beata di fòbal o che siete culès blaugrana, quel sorriso beato sul faccino non me la racconta giusta, e quindi non riuscite a non essere felici del mondo pallonaro tutto, in questo particolare frangente storico – quest'anno, si diceva, il calcio italico farà pena perfino ai messi alla gogna, ma tranquilli, solo fino a giugno.

Di veramente memorabile, pure 'sta giornata di mezza settimana, non ci regala poi granché. Se la ricorderanno giusto:
un figlio di Israele che deve aver sacrificato ovini come se piovesse, al suo Dio, se gli ci sono voluti 18secondi18 per spaccare la lastra all'incrocio dei pali dal cortile di casa sua, a Palermo;
e uno che di chi è figlio, nel dubbio, sarà il caso di non chiederlo agli interisti, ed è stato avvistato allontanarsi da Appiano Gentile con gli occhi gonfi – Nebuloni e gli altri cronachisti dicono di pianto, a me mi parevano schiaffoni – e non proseguirà oltre l'opera di affossamento della Beneamala-pazza-inter-amala. A tutti dispiace, in fondo in fondo, per com'è andata. Ma anche peggio potrebbe sempre fare Ranieri, quindi aspettiamo a disperare, hai visto mai ci si diverte ancora un po'?

Negli altri casi e campi, perlopiù, noia a sperpero. Innanzitutto per il Milan, che sarebbe Campione d'Italia ma sarebbe pure un'altra squadra, se giocassero gli infermi: tra i titolari di quest'ora ma un anno fa NON si reggono in piedi lo Svedese Zigano, il Papero in Berlusconi, Robinho va'comel'èbèl, Ambrosini&Gattuso (alzi la mano chi non sapeva già da prima che Ringhio aveva un problema nervoso), Boateng e Pirlo (no, questo no, questo fa il capitano di vascello altrove, ma che non si dica a Galliani che rinnovarlo, quel contratto, magari...). Poco, dite? Vi ho riconosciuto, sapete! Facile parlare, se le maglie son catalogne. Comunque, pare che El Sciaràui Stefano da Luxor non sia del tutto alieno alla cosa pallonara, almeno non quanto lo siano i suoi capelli dalla cosa estetica. E chissà che 'sta epidemia non regali almeno la gioia di un giovane spettacolo.

Il Napoli, bimbi belli, ha già vinto lo scudetto, no? Pure, vale ancora la regola di cui sopra: se in campo ci mandi chi di solito pulisce per terra, niente niente torni a casa col tabellino sporcato da quel tipo che, con il look del camionista che ha mangiato unto in trattoria, insiste nel presentarsi alle partite e pure a dare agli allenatori – impresa ammirevole – ragioni sufficienti per mettere punta uno a nome "Moscardelli". Chi è Mazzarri per intendere, almeno si limiti a non risponderci male.

Nell'attesa di vedere se Luis Enrique ci metterà meno tempo ad accorgersi che Osvaldo non è un attaccante di quanto ne ha impiegato Gasp ad ammettere con se stesso che Pazzini, invece, giocherebbe in qualunque 11, dalla mia Playstation alla finale di Champions, registriamo un pareggio Juventutis.

Il signor Gava di Arbitro ci aveva anche provato a fare un favore a Mirko, facendo finta sia di non vedere che Pirlo (sì, lo skipper di cui sopra) batteva e battezzava con palla in movimento sia di non aver alzato il fischietto a palesare al mondo un «fischio io» immediatamente ri-ingurgitato. Ma Vucinic insisteva parecchio, a furia di lagne e pestaggi toccava cacciarlo dall'erba rasata di fresco, come lo stadio, e il Bologna, per non saper né leggere né scrivere, il pareggio intanto lo inzuccava, poi si vedrà. La Signora si tiene un punto soltanto. E la testa della classe, con Genoa e Udine.

Lassù ci starebbe pure l'Atalanta di Denis la Peste in Carrarmato, ma lì attorno ballano altre vicende e, se proprio non resistete alla curiosità, preferirei faceste una telefonata a Doni, ecco.

21 settembre 2011

el niño! bella sòla!

Ok, ok... l'Inter è una mezza tragedia e tutto quanto... ma fidatevi, poteva andare peggio! Tipo? Guardate qua dove sono finite alcune decine di milioni di sterline...


20 settembre 2011

Mario Kart in 20s


Mario Kart in 20s

Dovevamo inviare una foto a un amico per il suo compleanno, sai, per fargli gli auguri... cose da bacheca di Facebook, un giorno ne rideremo (o ne piangeremo).

Be', le cose ci sono un filino sfuggite di mano.

19 settembre 2011

#scarlettjohanssoning

Ok, l'avete già riconosciuta e sapete già tutto, di questa foto.

Mi dicono si chiami Scarlett Johansson, che faccia l'attrice e che sia pure discretamente apprezzata. Come? Ne avete sentito parlare? Fini cinefili...

Fattostà che la storia vuole che all'innocente Scarletta abbiano trafugato degli autoscatti sparati dal cellulare, robe che nemmeno alla più indifesa delle liceali, e li abbiano pubblicati in rete. Chi? Loro.

Oh, non si scherza eh, adesso c'è pure l'Effe Bi Ai che si muove per capire come sia successo il casino, mica che sia venuto il sospetto a nessuno che abbia attaccato il cellulare al PC tutta sola soletta. Figurarsi, poco più che una bimba, nemmeno saprà come si usa, il computatore.

A noi che 'ccefrega? Una beata. Ma se c'è una cosa che tira di più del didietro di Johansson, è lo spirito di emulazione. E, ancora una volta, una cazzata ci regala una bella idea!

#SCARLETTJOHANSSONING è un blog fotografico dove chiunque posta la propria interpretazione del genere artistico ormai più ricercato al mondo: "Foto allo specchio con chiappa de fora"

Postiamo qui alcune foto, le altre... dal link, che vve lo devo da spiegà?







15 settembre 2011

Perdere la Treb... AHAHAH, no, non ce la faccio!

Seconda serata di Champions, da Carbonara birra e partita. Burp! Scusate...


Momento momento momento! Fermi tutti! Trebisonda? Sul serio? No, dico: la squadra dalle righe verticali accoppiate – in spregio a qualunque stilista – in nero e blu, quella tanto ambiziosa da divenire comica per le sue disdette, non era sepolta sotto le vittorie mancinian-mourinhiane? Moratti non era divenuto il presidente trionfale, il viandante spendaccione ripagato di tutti i sacrifici?

Sarò io, ma ben mi ricordo quando, ogniqualvolta si osava immaginare una débâcle ignominiosa e fantozziana, l'Inter andava anche oltre le aspettative appollaiate e consegnava i suoi tifosi al ludibrio milanista/juventino. Ma poi era venuta Calciopoli, poi gli Onesti, poi la Champions... tutto alle spalle. O no? Perché, davvero davvero, permettere al giornalista, che non credeva lecito sperare in tanta grazia, di titolare «L'Inter perde la Trebisonda» è cosetta che lascia senza fiato, per quanto assomiglia a una sceneggiatura tragicomica: tutto il resto – la Disputatio Gasperinis, la Roma che si farà il prossimo weekend a Milano, le tre sconfitte su tre uscite stagionali – passa in magari fosse secondo piano, magari fosse terzo, direi che passa all'attico.
Trebisonda! Ecco dov'era!

You Have To Burn The Rope

Ok, avete presente quei giochi che non siete mai riusciti a terminare? Proprio MAI? Quelli nelle sale giochi anni '80 in cui avete infilato interi stipendi dei vostri genitori, oppure quelli in flash concepiti da psicopatici che vogliono rovinarvi la vita?

Ecco, se c'è un gioco dal quale non riuscirete a staccarvi più, in assoluto, quello è You Have to Burn The Rope!!!
Il sistema di gioco è semplicissimo ed è proprio per questo che vi incollerete subito, come sulla carta moschicida... se per caso, alla fine di estenuanti campagne di gioco, riusciste a completare You Have To Burn The Rope, non perdetevi la canzone finale, un degno premio alla vostra costanza e abilità di videogiocatori!

La fonte, dite? Poteva essere altro che Leganerd?

14 settembre 2011

torna la coppa orecchiuta, torniamo noi!

Ritorna Carbonara birra e partita, perché è tornato il fòbal... si stava bene uguale? Eh...

La Champions! Se conoscete un modo migliore per riappacificarvi con il pallone che vi strattona giù dalla sdraio, tornando a pretendere la poppata stagionale, vi pregherei di tenervelo comunque per voi.

La Coppa dei Campioni è un'altra cosa. Cos'è che lega un'appiccicosa serata nella provincia padana a una noche brava sulle Ramblas catalane? È il mercoledì martedì di Coppa, signora mia, ha letto il menu? Barça - Milan: trionfo di fenomeni in salsa tiqui-taca, su un letto di verdura Camp Nou. Il miglior piatto d'entrata di Chef Platini, siamo Chez Uefa, mica bruscoli.

«Chi si imbranda la figlia del Boss? Schiappe!»
Nemmeno il tempo per Nocerino di sbiancare di fronte alla platea dei Culès e alla vista di Xavi e Iniesta, che un tipetto che da papero si è trasformato in falco, con tanto di sguardo arrogante e petto gonfio, si teletrasporta in compagnia della biglia davanti a Valdes. Mentre questi e Busquets si chiedono spaesati dove siano rimasti quei trenta metri che Pato sembra non aver dovuto correre, il giovanotto che ha deciso, per non complicarsela, di farsela con il capo (del club) che è pure la figlia del Capo (del Paese), la soffia dentro e bòn, bimbi belli, il Milan è avanti a Barcellona.

Ora, tutte le fiumane di verbo e inchiostro delle settimane, che dico, dei mesi precedenti, su quanto il Barça sia la squadra più forte di sempre, sul progetto perfetto venuto da così lontano che Messi e compagnia cantante erano bimbi, sulla squadra imbattibile – concetto che prevede già l'intrigante caccia a chi sappia smentirlo –, potevano asciugarsi in quei 24 secondi serviti a una maglia bianca per fare uno? Dubitiamo. Più di noi, dubitano gli undici dipinti di blaugrana. E comincia la loro recita.

Passaggi, tocchi, ancora passaggi. E se vi sembra che la cosa sia pesante e viziata, perdonatemi, non sono qui per convincervi, ma restiamo due bestie diverse. Quella trama diventa ridondante senza mai perdere di leggerezza, di estasi, di tendenza all'altrove. E noi poveri mortali, che di questa cosa che chiamiamo Pallone per semplificarla cominciamo a pensare di non averci mai capito un'acca, non possiamo che ripetere, tipo mantra: «Non sbagliano una volta». E non sbagliano. Anzi, alzano il livello del gesto, come per dimostrarti che non conoscono il significato di difficile, lasciamo perdere quello di rischioso. Il Milan? Corre, lingua per terra, mangia la polvere, prima ci prova timidamente, poi recede da ogni belligeranza. In una parola: fatica.
Leggi tutto...

9 settembre 2011

Super concorso! SI VINCE DA BERE!

PIZZA CARBONARA è lieta di lanciare il primo concorso locale su scommesse calcionare! Per chi dominerà la classifica al termine del concorso, via di bevute offerte dai perdenti! SEEEEE! VIA CHE SI GIOCA!
[se volete vedere il form a pagina intera, cliccate qui!]
 

8 settembre 2011

sleepers

Da Visioni Carbonare, un album fotografico tematico...


Dormiiiiiire! Una delle (in)attività più praticate in ferie! Ecco. Finite, basta, stop. Sveglia!


Questa spettacolare raccolta di foto da The Big Picture mostra dormienti da tutto il mondo... tema davvero niente male. Qui sotto alcune foto in anteprima, con la descrizione dello stesso sito [un clic sulle immagini per vederle ingrandite!]

Woman sleeping in a public square in Montreal, Canada © Romain Philippon #

A woman sleeps in the trunk of a car before the start of the annual International Descent of the River Sella canoe race which started in Arriondas, Spain on August 6, 2011. (Eloy Alonso/Reuters) #
A young Chinese couple wait as their baby sleeps on a display bed as they shop at a department store in Beijing on August 15, 2011. (Mark Ralston/AFP/Getty Images) #
A reveler tries to get some sleep on the street during the San Fermin festival in Pamplona early July 8, 2011. (Susana Vera/Reuters) #

5 settembre 2011

rece - la democrazia in italia

È sotto i riflettori da tempo, ormai, la questione dello stato di salute della democrazia: sia di Democrazia – il concetto che parla di una forma di governo ma anche e soprattutto della possibilità di un non-governo – sia delle democrazie reali, delle attuali condizioni degli Stati che si definiscono democratici. Il fatto stesso che ci si ponga l’interrogativo – come sta la democrazia? – testimonia la tendenza a rispondere con pessimismo; la domanda stessa è già il desiderio di trovare una terapia al malessere democratico. Lo studio dei sintomi stringe la lente sui casi specifici, specialmente se diventano immagini peculiari di un paradigma: così il caso clinico impossibile da ignorare diventa proprio quello italiano. Scrittori, docenti e ricercatori accomunati dall’urgenza di far deragliare l’abusato e logoro – poiché assolutizzato – linguaggio dell’attualità italiana. Uscire dai binari del discorso mediatico per aprire i luoghi della possibilità, quanto meno, di discorsi teorici: tradire la politologia per recuperare delle sopravvivenze della politica. Anche e soprattutto questa necessità di disattendere al linguaggio assoluto è causa dell’assenza del nome di Berlusconi dal titolo del libro (e dei saggi in esso contenuti).
leggi tutto...

29 luglio 2011

Lo so, lo so... è venerdì

... ma anche James ha diritto alle ferie, no? ecco perché oggi non avremo una poesia inedita. Vi riproponiamo – è una proposta dei più nostalgici tra noi – una chicca vintage: la prima storica apparizione de I Venerdì di James!!! (era doppia, chi se lo ricordava?)



23 luglio 2011

niente panico, james c'è

Avete temuto il peggio? State già raccogliendo le ciocche di capelli che vi eravate strappati per la disperazione? Pur di non perdervi un venerdì avevate già invocato un doppio giro delle dieci piaghe?
Niente paura amici. James è qui. Siamo salvi.

20 luglio 2011

sepak takraw

Su Youtube, questo uno dei commenti più efficaci, la migliore descrizione che si possa dare di questo meraviglioso sport asiatico:

“I like this game because it’s easy to learn and anyone can play.”



fonte: leganerd

15 luglio 2011

Du côté de chez James

In questa giornata dolorosa, come una partenza inaspettata, come un arrivo in anticipo, come una caduta all'indietro... James c'è. Fedele.

14 luglio 2011

ufficio réclame - Ep. XI

IL PIÙ GRANDE SPETTACOLO DOPO IL BIG-BANG?
Oh, sarete pure voi, non discuto, ma vuoi mettere quando aspettavi la signorina in compagnia di Mario e ce la facevi pure giocare, per allungare le mani? Eddài... brutta cosa la vecchiaia...

12 luglio 2011

dead drops


Dead drops... inserite una chiavetta in un muro, uno qualunque in una zona qualunque, dove vivete o dove vi pare.
La USB murata viva è: basta passarci con il proprio laptop o con il dispositivo che preferite e la condivisione gratuita e totale è fatta...

Un'idea dell'artista berlinese Aram Bartholl [cliccate sul nome per vedere i suoi progetti creativi]

11 luglio 2011

eastern sierra 3

Da Visioni carbonare, un nuovo timelapse, pezzo pregiato della categoria...

L'opera è di Jeff Chen Kuo Chih, una notevolissima impressione rubata alla Via Lattea. Sotto al video, la descrizione dello stesso Jeff.



On my 3rd time-lapse video of the Eastern Sierra, I focused on night time shooting. During the last week of June, the Milky Way started to make daily appearances on the northern hemisphere, right after sunset and without any interference from the moon. During eight consecutive and exhausting nights in near total darkness, I saw and/or felt deers, rabbits and coyotes passing near-by and once, after shinning a small flash light from my iPhone at two red dots, I saw a big-old bear just a few feet away, which prompted me to run to my car, leaving all my equipment and gear behind. I did not return until sunrise to pick everything up. Truly scary stuff!!
Nikon D5100 and D3
Capture One Pro, Adobe Premiere
Motion Dolly by dynamicperception.com/​

va' dove ti porto il cuore (trailer ufficiale)

[EDIT 12 luglio 2011: La scorsa notte, a sorpresa per non attirare troppa folla all'evento, un'esclusiva anteprima di VA' DOVE TI PORTO IL CUORE è stata proposta, su invito privato, a una platea selezionata di VIP e personaggi influenti. Prossimamente, le reazioni degli invitati, intervistati da Pizza Carbonara Blog dopo la visione]

Le notizie che circolavano da qualche tempo avevano un fondamento. Tuttavia, i misteri non sono terminati, anzi, la curiosità cresce...


Da ieri, 10 luglio, è disponibile il trailer ufficiale di "Va' dove ti porto il cuore".
E adesso? Che cos'è? Che cosa succederà? Per ora sappiamo solo di dover attendere ancora poco, prima di scoprirlo.
E possiamo goderci almeno questo breve filmato...

8 luglio 2011

nuovi orizzonti, vecchie certezze: un venerdì a settimana

Mentre nuove sorprese si profilano all'orizzonte, mentre possiamo anticiparvi che la maestosa produzione di James potrebbe aprirci – prima di quanto immaginiate, se fremete ne avete tutte le ragioni – altre soglie al sublime, si fa di nuovo venerdì e, in questa inesorabile ciclicità, le certezze si appropriano di noi con il conforto della poesia, con la supremazia dell'arte, con le...

7 luglio 2011

ufficio réclame - Ep. X

Per la decima giornata di lavoro del nostro Ufficio, essendo che qui dentro s'è rotta l'aria condizionata – per non dire delle palle – e ci stiamo sciogliendo, abbiamo un ospite fresco e frizzante. E la chiuderei qui.

4 luglio 2011

Open

Da Visioni carbonare, la recensione di un libro-fenomeno del 2011, proprio il giorno dopo la finale di Wimbledon! Pubblicato anche sulla Civetta di luglio-agosto (trovate la pagina del giornale più sotto)

Sono un uomo solo. Questo rettangolo, entro cui mi trovo, è la mia vita. E io lo odio. 


Tutti voi mi avete sempre visto qui, e non c’è altro luogo in cui potrei stare. Non posso uscire da questi confini geometrici, non posso che starci. Fermo. Anche e soprattutto quando corro come un forsennato, quando condanno l’anima e il corpo, quando sacrifico a esso la mia vibrante disperazione, dentro al rettangolo sono fermo, non posso che stare. 

Credetemi, mille volte avrei voluto fuggire, altre mille ho cercato scorciatoie sotterranee per uscirne, finendo sempre per sentirmi ancora più solo. E tornare a stare qui. Dove odio stare. Dove mi hanno messo e certamente non avrei scelto di entrare. Eppure, forse, sono sempre stato qui dentro e non poteva essere che così. 

Quando mi è concesso di gettare lo sguardo fuori dal rettangolo, devo approfittare di quell’istante per cercare aiuto. Questo è il motivo per cui ho costruito una squadra: non accetterei le sconfitte da solo, tantomeno sopporterei il successo, senza di loro. So che mi accompagneranno sempre, che ognuno di loro avrà una parola, uno sguardo, un’energia per me, so che senza di loro sarei meno di niente. Eppure, alcuni della squadra, dopo anni, vanno per la loro strada. Così scopro che qualcuno ci sarà sempre. 

Quello che non avrò mai indietro è un padre. Il mio ha scelto con furia e tenacia di ingabbiarmi qui e io non ho mai potuto scegliere. Nulla. Quando ho capito che non l’avrei mai avuto come volevo, ho iniziato a fare le mie scelte. E a sbagliarle. Fu allora che tutti cominciaste a odiarmi. Fu esattamente allora che tutti vi innamoraste di me. E io di voi. Poi il rettangolo si ricoprì di un manto verde, sottile e soffice. 

Un tempo, decidere di non vestirmi in bianco e di non baciare i piedi alla vostra tradizione era una tra le poche scelte che mi facessero sentire libero: ora sto alzando per la prima volta il simbolo di quella stessa tradizione mentre voi mi tributate il trionfo, mi adorate e più di me adorate i miei capelli. Sono finti. Image is everything.


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